Tsipras: siamo arrivati al dunque e già si profilano le prime delusioni. Bene hanno fatto i comunisti del KKE a tenersi fuori!
L’appena eletto governo progressista greco di Tsipras mostra le sue prime crepe. Di fronte alla marcia indietro fatta da Tsipras nelle trattative con l’Unione Europea, in cui ha ottenuto solo delle lievi proroghe sul pagamento del debito, senza sostanziali e radicali provvedimenti, come da più parti richiedeva lo stesso Tsipras e il popolo greco, che a gran maggioranza lo aveva votato, Manolis Glezos, novantunenne eroe della Resistenza greca (il primo partigiano greco che nel 1941, all’età di 18 anni, ha scalato all’alba l’Acropoli di Atene per ammainare la bandiera degli invasori nazisti, gesto che ha dato il via alla Resistenza greca contro i nazisti), ha attaccato di fronte alla stampa gli accordi sottoscritti dal governo Tsipras con l’Eurogruppo. Il 21 Febbraio scorso, Manolis Glezos, che ha appoggiato la campagna elettorale di Tsipras, di fronte alla stampa ha attaccato il premier con queste parole: “E’ un grave errore l’intesa all’Eurogruppo, reagiamo, nessun compromesso con chi ci opprime! L’accordo con l’Eurogruppo è una vergogna! Avevamo fatto delle promesse e non le abbiamo mantenute. Chiedo scusa al popolo greco per averlo convinto a votare per Tsipras. Dobbiamo reagire e subito. Tra la libertà e l’oppressione io scelgo la libertà!” La posizione di Manolis ha provocato malumore nelle fila del partito di Tsipras e trova l’applauso dei compagni comunisti del KKE, che sin da subito hanno preso le distanze da Tsipras e hanno rifiutato di partecipare al governo di Tsipras per il timore di venire fagocitati in una falsa opposizione all’Unione Europea, che di fatto subisce i diktat della Bce dilazionando i debiti, ma non eliminandoli come chiede a gran voce tutto il popolo greco, per poter vedere la propria economia sollevarsi e non succube delle scelte deleterie dell’Europa, tutte a senso unico.
Le affermazioni di Manolis sono doppiamente gravi, perché si corre il rischio che la pseudo opposizione dei neo fascisti di Alba Dorata possa raccogliere ulteriori consensi di quella parte di popolino poco cosciente, che vede, nelle soluzioni etniche di questo gruppo nazista, la soluzione ai propri problemi quotidiani. Bene ha fatto il Partito Comunista Greco (KKE) a non aderire alla nuova compagine governativa, per iniziare una seria opposizione di classe adeguata, intesa a svelare l’inganno politico che sta dietro alle politiche di Tsipras, che accettano il neoliberismo soft e una sorta di democrazia di cittadinanza partecipativa di natura piccolo borghese, non dissimile dalle idee ispiratrici del nostro Movimento 5 stelle, espressione di una piccola e media borghesia che è stata polverizzata dalla globalizzazione imperialista dell’Unione Europea. Siamo solo all’inizio di una lunga partita politica. Stando a quello che si è sin qui visto, ancora prima che inizi, già si sente scricchiolare questa sinistra riformista, tanto osannata da rinfondaroli e sinistra radicale nostrana del nostro paese, che sin da subito si è rivelata falsa e poco incisiva, incapace di sottrarsi ai ricatti finanziari dell’Unione Europe e legata mani e piedi alla vecchia maniera neoliberista di far politica, pur con qualche aggiustamento progressista. Noi stiamo con il popolo greco che vuole libertà, sicurezza sociale e chiede a gran voce di uscire dall’Europa delle banche e delle borse e che con il KKE e con compagni del tenore di Manolis possono, con le lotte, creare una società più giusta e socialista, buttando a mare i falsi riformisti alla Tsipras.
Circolo Culturale Proletario di Genova